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II° Itinerario: La Vallesanta - parte 2

L'itinerario attraverso la Vallesanta riprende da Rimbocchi (m. 542). Anche questo centro, come tutti quelli della valle, si è molto spopolato negli ultimi anni, passando dai 480 abitanti del 1950 ai 38 del 1998. Il paese, noto per il buon pane che vi si produce, è posto alla confluenza del fosso di Corezzo con il torrente Corsalone ed è in massima parte di costruzione abbastanza moderna, nato come punto di ritrovo di fondovalle alla confluenza dei torrenti e delle strade. Da qui si diramano infatti, oltre la già descritta strada per Biforco, altre due arterie, la prima, sulla sinistra, che conserva la denominazione SP 62 e conduce a Bibbiena, sempre con il corso del Corsalone a fianco, la seconda che prosegue verso Corezzo ed è denominata SP 63. Prima di continuare il nostro viaggio attraverso quest'ultima strada, percorriamo il primo tratto della via per Bibbiena, da cui parte anche, in corrispondenza del ponte sul Corezzo, il Sen. 070, di collegamento con Frassineta. Dopo aver percorso la SP 62 per circa un chilometro, una deviazione sulla sinistra, che costituisce anche l'inizio del sen. 052 (collegamento con lo 053 da Rimbocchi per la Verna), conduce a Siregiolo (m. 606). Il piccolo borgo, i cui abitanti tornano solo nel periodo estivo, conserva al suo interno la chiesetta di S. Lorenzo, nominata in documenti ufficiali fin dal 1155. Le case di Siregiolo costituiscono un nucleo molto caratteristico dove, accanto ad abitazioni ben restaurate ne sorgono altre che sono purtroppo in condizioni di completo abbandono e appaiono perciò già parzialmente crollate.

Proseguendo nella via per Bibbiena troviamo dopo un altro breve tratto di percorso una via sulla destra che conduce a Pezza (m. 626), borgo ricordato sin dall'anno 1000. Anche qui si conserva una chiesetta, dedicata a S. Clemente. A Pezza esisteva un tempo uno spedale per viandanti, ricordato in alcuni documenti del Monastero di Camaldoli. Un altro spedale, quello detto “del Buterone” viene ricordato in vari estimi tra Pezza e Rimbocchi, nell'attuale località Butteroni.

chiesa di siregiolo (m.m.)

La chiesetta di Siregiolo (M.M.)

campanile della chiesa di pezza (m.m.)

Il campanile della chiesa di Pezza (M.M.)

Torniamo a Rimbocchi e prendiamo la SP 63 per Badia Prataglia. All'altezza della confluenza del Fosso Grande nel Corezzo, che ha affiancato la strada sul lato sinistro sino a qui, troviamo un gruppo di case denominate Molino di Corezzo, sede un tempo di un'importante macina per le granaglie di tutta la zona.

panorama di corezzo (a.c.)

Panorama di Corezzo (A.C.)

 Dal ponte sul Fosso Grande parte anche un sentiero del CAI, lo 068, di cui abbiamo già parlato. La strada continua a salire con una serie di tornanti, fino a raggiungere il paese più popoloso della Vallesanta, Corezzo (m. 760). Corezzo è ricordato fin dal 967, in un documento con il quale Ottone I lo concede in feudo ai Conti di Chiusi. A questi ultimi subentrarono poi i Conti Guidi ed infine la Repubblica Fiorentina. Il borgo, circondato da case di recente costruzione, è arroccato attorno alla piazza principale ove può ancora vedersi sul muro di un edificio, che doveva appartenere all'originario castellare, un antico stemma mediceo. 
Corezzo, ben attrezzato sia riguardo gli impianti sportivi che quelli scolastici, è posto in una posizione amena e panoramica e si presenta come un centro abbastanza vivace nonostante anche qui gli abitanti residenti siano più che dimezzati nel corso degli ultimi 25 anni. Dal paese partono due sentieri del CAI, il 59 per Bagno di Romagna attraverso il Passo di Serra ed il 56, di collegamento col Sen. GEA sotto Poggio Magiovanna.

L'itinerario continua verso Nord, tra un panorama di boschi e prati. Dopo essere saliti per un tratto di strada abbastanza ripido giungiamo infine a Valdellameta (m.872). Il paesino alterna case antiche e moderne divise in due nuclei, uno a monte, l'altro più a valle. All'altezza della stretta curva che separa i due nuclei, una deviazione sulla sinistra conduce al borgo di Frassineta (m. 880). La strada è fiancheggiata da un paesaggio stupendo che spazia su boschi, prati e ruscelli. Frassineta fu di volta in volta possesso della Badia di Prataglia, dei Vescovi di Arezzo, dell'Eremo di Camaldoli, dei Tarlati e dei Fiorentini. La struttura del paese è tipicamente medievale. All'entrata troviamo la chiesa ed una torre di avvistamento, da cui partivano le muraglie di fortificazione oggi inglobate nelle case. Di fronte alla chiesa, su una collinetta che fiancheggia la strada, possiamo vedere un'antica cappellina che racchiude una Maestà venerata dagli abitanti del luogo.

chiesa di frassineta (m.m.)

La chiesa e la torre mozza di Frassineta (M.M.)

La chiesa del paese, dedicata a S. Egidio, è con l'abside rivolta verso il fondovalle ed il campanile ribassato rispetto all'altezza originaria. Da Frassineta si gode di una maestosa vista su tutta la giogaia montana che va dal monte Zuccherodante (m. 1224) al Montalto (m. 1291) al Poggio Tre Vescovi ( m. 1232) per giungere fino al Monte Penna; molto bello anche il panorama su Corezzo, circondato dal verde dei boschi e dei prati. Dal paesino partono il sen. 073 per Badia Prataglia attraverso il poggio della Cesta (alle Quattro Vie il sentiero si dirama nel sen. 52, collegamento con la SS 71, e nel sen. 072, che porta a Partina passando per poggio Baralla) ed il sen.070, già nominato, per Rimbocchi da cui si dirama il sen. 071 di collegamento con la SS 208 passando da Giona e Banzena.
A quattro chilometri dal paese di Valdellameta la SP 63 confluisce, all'altezza di Badia Prataglia, nella SS 71 che, attraverso il Passo dei Mandrioli, entra in Romagna. Il confine tra il territorio di Chiusi e quello di Poppi è segnato dal corso del torrente Archiano, la cui valle appare poco dopo aver lasciato Valdellameta.

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